Esprit De Baccarat

Come vengono realizzati i bicchieri da baccarat, prima parte

Scopri le diverse fasi del processo a caldo nella produzione del vetro di Baccarat: dalla sabbia al liquido, dalla lava al cristallo e oltre.
 

30 luglio 2026

La realizzazione di Baccarat crystal richiede pazienza, precisione, competenza e l'impegno di un intero team. Dall'alchimia alla miscelazione della sabbia e della potassa, fino alle numerose e importanti rifiniture finali, oltre 30 artigiani (ognuno con almeno 15 anni di esperienza) hanno contribuito alla creazione di questi pezzi unici. Scopri le diverse fasi della lavorazione del vetro, a partire dal processo a caldo fino al processo a freddo.

IL PROCESSO A CALDO
Il processo a caldo riguarda i diversi stati della materia. La sabbia granulosa, unita ad altri ingredienti, si trasforma in un liquido. Questa lava fusa prende forma per solidificarsi nuovamente grazie alla grande maestria del Meilleur Ouvrier de France (MOF).

FASE 1: DALLA SABBIA AL LIQUIDO
Il processo all inizia con la fusione dei componenti a oltre 1450 gradi Celsius. Per raggiungere queste temperature, i forni vengono tenuti sempre accesi: ci vuole fino a un mese per riscaldarli di nuovo! Ogni forno contiene un colore specifico, esaltato dal “540 rosso”, risultato della fusione di particelle d’oro.

FASE 2: PRELIEVO DEL VETRO FUSO
Il primo passo consiste nel prelevare il vetro fuso immergendo la bacchetta di soffiatura nella “lava” di cristallo e ruotandola continuamente per ottenere una quantità equilibrata di materia prima. Una volta fuori dal forno, il materiale fuso scenderà a 500 gradi, rendendo il processo estremamente sensibile al fattore tempo e richiedendo un coordinamento e una pianificazione perfetti. Il vetraio deve inoltre trovare il giusto ritmo mentre il vetro si indurisce raffreddandosi, all combattendo al contempo l’effetto della gravità.

Un vetraio raccoglie il vetro fuso.

UNA TECNICA SECOLARE
Una volta che il cristallo diventa molto malleabile, quasi come un marshmallow, può essere espanso mediante soffiatura oppure lavorato in uno stampo. Gli strumenti non sono cambiati nel corso dei secoli e rimangono molto rudimentali. L’abilità sta tutta nell’artigiano, coadiuvato solo da una paletta di legno che gli fa da prolunga della mano, un compasso per verificare le misure e un paio di forbici semplici ma potenti per tagliare il vetro, che sono l’ all e di cui ha bisogno. Vi presentiamo René Vinter, MOF.

Grazie alla soffiatura libera, o soffiatura in stampo, il vetro inizia a prendere forma, ma è solo l’inizio. Applicando la giusta pressione durante la soffiatura e modellando il vetro fino a raggiungere le dimensioni corrette si ottengono i pezzi più perfetti (il 60% dei pezzi verrà scartato per essere reincorporato nella materia prima). All’occhio più esperto basta un solo istante per verificare la qualità del cristallo e scartarlo senza esitazione!

Una foto degli strumenti di base utilizzati dai vetrai, tra cui forbici, un compasso e una spatola di legno.

FASE 3: DALLA LAVA AL CRISTALLO
Dai bicchieri con stelo e base alla brocca per l’acqua con il suo manico, i pezzi tornano più volte nella fornace per fondere all i vari elementi tra loro. Ogni pezzo subisce una trasformazione davvero magica. Quando l’artigiano soffia il vetro fuso in uno stampo, solo dopo averlo aperto scopre il prodotto finito. Quando l’artigiano allunga ed espande un filo di vetro vischioso, è come un serpente affascinante, che ondeggia alla perfezione. Vi presentiamo Frédéric Furst, MOF.

Per completare il processo a caldo, il vetro viene fatto avanzare lentamente attraverso un tunnel per raffreddarsi ed evitare che il cristallo subisca sollecitazioni che potrebbero causarne l'esplosione.

Da qui, il pezzo passa alla fase successiva, nota come lavorazione a freddo.

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