Storie intrecciate: la storia dietro la collezione Chorus Resort 2027

Mentre Chorus arriva al Baccarat Hotel York per un trunk show esclusivo, scoprite le tradizioni, le tecniche e l’artigianalità che caratterizzano la collezione Resort 2027.

Ritornello

Alcuni capi raccontano una storia attraverso la loro silhouette. Altri racchiudono le storie delle persone, dei luoghi e delle tradizioni che li hanno plasmati. Per Karishma Swali, l’artigianato è più di una semplice tecnica: è una forma di memoria culturale, tramandata di generazione in generazione e preservata attraverso l’atto stesso della creazione.

Nata dagli storici atelier di Chanakya International, Chorus affonda le sue radici in un’eredità di quattro decenni di eccellenza nel settore tessile e del ricamo. La collezione Resort 2027 guarda alle ricche architetture tessili del subcontinente indiano, traendo ispirazione dalla drappeggiatura fluida del sari e del dhoti, dal linguaggio botanico dei ricami chintz e dalle tradizioni artigianali distintive che continuano a caratterizzare le comunità di tutte le regioni. Il risultato è una collezione che appare al tempo stesso intramontabile e contemporanea, plasmata tanto dal patrimonio culturale quanto dal design.

Con l’arrivo di Chorus al Baccarat Hotel York per un esclusivo trunk show nel Petit Salon, questa collaborazione riunisce due maison accomunate da un profondo rispetto per l’artigianato. In vista dell’evento, abbiamo parlato con Swali dell’arte della creazione, della perenne attualità dell’artigianato e delle tradizioni intessute in ogni singolo pezzo.

Dietro le quinte della collezione con Karishma Swali, cofondatrice e direttrice creativa di Chorus

1. La collezione Chorus Resort segna l’inizio di un nuovo capitolo per il marchio. Da cosa ha tratto ispirazione questa collezione e in che modo riflette i valori e l’eredità di Chanakya International?

Chanakya è un’azienda specializzata in tessuti e ricami che vanta quattro decenni di storia dedicati alla valorizzazione e alla salvaguardia del patrimonio culturale indiano attraverso l’eccellenza artigianale. Per noi in India, l’artigianato rappresenta un’identità collettiva, intessuta nel modo in cui le comunità percepiscono se stesse e il proprio posto nel mondo. Chorus nasce da questa convinzione ed è dedicata alle architetture tessili del subcontinente indiano. La collezione Resort 2027 attinge al linguaggio botanico del ricamo chintz e ha al centro il sari e il dhoti, due dei capi più antichi del subcontinente, ciascuno costituito da un unico pezzo di tessuto non cucito che avvolge, drappeggia e si piega attorno al corpo con straordinaria fluidità. Quel rapporto tra tessuto e forma, definito dalla disinvoltura e dal movimento piuttosto che dalla struttura, attraversa la collezione in gonne avvolgenti, top drappeggiati e silhouette plasmate da quella stessa qualità di eleganza fluida e destrutturata.

2. Chanakya si dedica da quattro decenni alla conservazione e alla valorizzazione delle tecniche tradizionali di tessitura e ricamo. In che modo questi mestieri tradizionali influenzano oggi il processo creativo di Chorus?

La creazione viene prima di tutto, sempre. Da Chanakya, la tecnica è una forma di conoscenza, un modo di vedere e plasmare il mondo. Per la collezione Resort 2027, il chintz è diventato un riferimento centrale, non come tessuto stampato ma come tradizione ricamata, con i suoi fitti motivi botanici di fiori, foglie e alberi in fiore interpretati interamente a mano. Queste scelte relative alla superficie sono indissociabili da quelle relative alla forma, e la collezione è plasmata da entrambe in egual misura. L’artigianato guida il percorso e noi ne seguiamo l’intelligenza.

3. Molte delle case di lusso più famose al mondo collaborano con gli artigiani di Chanakya. Cosa rende il ricamo artigianale così intramontabile in un’epoca caratterizzata dalla produzione di massa e dalla tecnologia?

Nel corso di quattro decenni, Chanakya ha creato un archivio di oltre 10.000 riferimenti al ricamo e più di 100.000 sperimentazioni artigianali, ognuna delle quali costituisce una testimonianza del sapere accumulato attraverso la pratica. Perché la mano trasmette ciò che la macchina non può: il tempo e l’intenzione. C’è una profondità in questo che nessuna tecnologia è ancora riuscita a replicare, perché il suo valore risiede proprio nella presenza irriducibile dell’essere umano. In un’epoca che privilegia la velocità, c’è qualcosa di silenziosamente radicale negli oggetti che ci invitano a rallentare, a guardare da vicino, a percepire il peso di ciò che è stato realizzato. Siamo grati che le grandi case di lusso lo riconoscano e che il dialogo tra la loro visione e il sapere dei nostri artigiani sia durato così a lungo.

4. L’abbigliamento da viaggio e da resort spesso evoca un senso di appartenenza a un luogo. Ci sono stati paesaggi particolari, influenze culturali o riferimenti artistici che hanno ispirato questa collezione?

Il subcontinente è straordinariamente vasto nelle sue identità regionali, e questa collezione è plasmata proprio da tale diversità. I tessitori di Kurinjipadi trasmettono nelle loro opere i ritmi peculiari della costa del Tamil Nadu. Gli Angami Naga di Khonoma propongono un linguaggio visivo radicato negli altipiani del Nagaland, audace, sicuro di sé, del tutto unico. Si tratta di mondi a sé stanti, ciascuno con una concezione distinta del tessuto e del suo ruolo all’interno della comunità. Ciò che ci ha attratto di loro è stata proprio quella specificità, e la sensazione che quando si lavora a così stretto contatto con una tradizione, questa lasci il segno su ogni cosa: sulla silhouette, sulla superficie, sulla sensazione che trasmette il capo finito.

5. Baccarat e Chorus condividono lo stesso apprezzamento per l’eccezionale maestria artigianale e il patrimonio culturale. Qual è stato l’aspetto che ti è sembrato più naturale nel riunire questi due mondi in occasione di questo trunk show?

Noi di Chanakya abbiamo sempre cercato dei valori nelle nostre collaborazioni, una fede condivisa nella profondità e nell’integrità del fare. Approfondendo la storia di Baccarat, abbiamo scoperto un comune rispetto per il lavoro manuale, per l’eccellenza sviluppata nel corso delle generazioni e per la pazienza necessaria a creare oggetti di bellezza duratura. Il cristallo e il tessile sono mondi a sé stanti per materiali e metodi, eppure la dedizione all’artigianato che accomuna entrambi ci è sembrata del tutto affine. Nella sua forma migliore, l’artigianato trascende i confini geografici e i mezzi espressivi, consentendo a tradizioni distinte di riconoscersi e imparare l’una dall’altra.
 

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